Il Leone e la Rosa, nuova edizione in arrivo per Amazon Publishing

Da qualche giorno il mio giallo storico Il Leone e la Rosa non è più disponibile. Questo perché il 25 settembre uscirà la nuova edizione per Amazon Publishing, alla quale ho lavorato insieme a Thesis Contents. Non solo una nuova copertina, anche un passaggio di editing per un romanzo che ho scritto dieci anni fa e che rappresenta per me, come studioso e appassionato dei temi che riguardano l’editoria digitale, una vicenda interessante. La prendo alla larga, perché vale la pena raccontarla tutta. 

Mi sono laureato nel 2001 in Storia del giornalismo, alla facoltà di Scienze Politiche di Siena, con una tesi sul giornalismo online e l’editoria digitale. Quel lavoro si apriva con una parte dedicata all’invenzione della stampa, nel Sedicesimo secolo, e al modo in cui questo evento, così come in genere tutti i progressi nel mondo della comunicazione, abbia inciso nei successivi processi storici (anche lì l’ho presa alla larga). La mia considerazione di partenza era che l’avvento dell’editoria digitale portasse con sé la stessa carica innovatrice dell’invenzione della stampa. Qualche anno dopo, proprio attorno a questa convinzione, decisi di scriverci un libro. Un romanzo. Così, mi presi un po’ di tempo per ragionarci sopra, lasciando i territori del noir nei quali in genere mi aggiravo, e iniziai a pensare a un romanzo storico, un giallo, ambientato proprio nel momento in cui l’invenzione della stampa inizia a cambiare le cose, diventando uno strumento essenziale per quella che di lì a qualche tempo sarebbe diventata la Riforma, ovvero (in senso prettamente storicistico) il primo grande strappo a un pensiero unico dominante.

La vicenda raccontata nel romanzo parte da qui, e ruota tutta attorno a quella che oggi definiremmo una delle più grandi fake news mai raccontate, alla quale segue la prima operazione di debunking della storia, a colpi di caratteri mobili, torchio e inchiostro. Con tutto quello che questa operazione comporterà. Sullo sfondo di eventi storici, la mia è chiaramente una vicenda di fiction, che unisce insieme personaggi reali e personaggi inventati. È un giallo, ambientato in una Venezia cupa e splendente allo stesso tempo. C’è di mezzo una congiura pianificata negli ambienti politici che governano la Repubblica, e c’è un libro molto pericoloso, che sembra lasciare dietro di sé una scia di cadaveri orrendamente mutilati per l’opera di un terrificante demone.

Il lavoro mi prese un po’ di tempo. Tra ricerche e tutto il resto, compreso qualche sopralluogo tra Rialto e San Marco per prendere le misure (e un paio di spritz) ad alcuni spostamenti dei personaggi, pur essendo la Rialto del mio romanzo completamente diversa da quella risorta dall’incendio che la distrusse poco dopo gli anni in cui è ambientata la mia storia.

Conclusi il romanzo intorno al 2010 e nel giro di un anno arrivò il contratto di pubblicazione con un editore. Ma mentre i tempi di questa operazione rallentavano, si aprivano anche in Italia gli orizzonti digitali del self publishing. Già da qualche tempo avevo iniziato a seguire gli sviluppi dell’editoria digitale sul mio blog Tannhauser (ora non c’è più, ma non si mai…), e proprio attorno a quell'esperienza pubblicai la mia prima autoproduzione, ovvero Zona d'ombra  (poi acquisito da Anordest che lo ha ripubblicato). L'esito mi convinse a recuperare i diritti de Il Leone e la Rosa e avviare la mia seconda impresa di self publisher, per la quale mi appoggiai a uno studio editoriale professionale. E così, Il Leone e la Rosa uscì nel 2014, ma siccome era un romanzo diverso dalle altre cose che avevo fatto, decisi di usare uno pseudonimo. Scelsi Casaubon, per vari motivi. Tra i commenti dei lettori, ce ne sono ancora alcuni che fanno riferimento a quel nome.

Quando in America nacque Amazon Publishing (era il 2009), annunciandosi come editore innovativo, orientato alla distribuzione digitale e attento ai nuovi autori, la presi come un'ottima notizia, ma non potevo immaginare che sarei stato uno di loro. Invece, qualche anno dopo, proprio Amazon Publishing decise di acquisire Il Leone e la Rosa per tradurlo, prima in inglese e poi in tedesco. È stato a quel punto che, per vari motivi, ho rinunciato allo pseudonimo, firmando il libro con il mio nome. Dopo aver pubblicato le traduzioni, Amazon Publishing diventa oggi l’editore del mio romanzo anche per la versione italiana, che uscirà il 25 settembre e che è già prenotabile a questo link. La mia scrittura in questi dieci anni è chiaramente cambiata, quindi ho cercato di avvicinare un po’ il testo a quello che sono oggi, allo stesso tempo senza snaturare un romanzo che resta comunque diverso dal resto della mia produzione per la sua ambientazione cinquecentesca. Di fatto, comunque, si conclude così il suo percorso nel mondo del self publishing e ne inizia uno nuovo, con un editore. 

Il senso di questa storia? Le grandi opportunità rese possibili dalla digitalizzazione per autori, editori e lettori, attraverso nuove pratiche che possono dialogare con i contesti più tradizionali. In fondo, era quello che volevo dimostrare nella mia tesi. C’è solo voluto un po’ più tempo. Come dicevo, l’ho presa alla larga.